mercoledì, 23 gennaio 2019
Post show

1000 e una notte… qualunque a Smackdown Live

Smackdown Live riparte non tanto bene, dopo aver raggiunto i mille episodi.

Solamente sette giorni fa Smackdown Live ha raggiunto il millesimo episodio, un traguardo più che importante, che tuttavia non ha visto grandi festeggiamenti come si fece sei anni prima per lo show di punta, Raw. Purtroppo la netta divisione tra i due spettacoli si continua a sentire, dopo ben due anni da quel tentativo di rinascita del brand azzurro, in seguito alla divisione dei roster.

Specie se dopo quella che doveva essere una puntata celebrativa della storia di Smackdown Live, ne segue una prettamente identica: come da diversi mesi a questa parte la WWE ci propone il classico compitino quando si tratta dello show del martedì sera, nonostante l’infinita potenzialità del suo roster. Basti pensare a nomi come Shinsuke Nakamura e Andrade “Cien” Almas, che riusciamo a vedere in azione circa una volta ogni morte di papa. O Daniel Bryan, che dal farci sbavare alla vista del match contro AJ Styles a Crown Jewel viene messo in coppia con il WWE Champion due settimane di fila contro gli Usos, perdendo in entrambe le occasioni.

Più volte abbiamo assistito a storyline di questo calibro, con i due sfidanti dell’occasione che, di riffa o di raffa, non riescono ad essere sulla stessa lunghezza d’onda: tante volte si è riusciti nell’intento, ma questa volta no, non con due talenti di altissimo livello come Styles e Bryan.

In attesa del controverso evento, che al momento si terrà ancora in Arabia Saudita, si avvicina anche Evolution, il primo pay-per-view tutto al femminile. Va detto che se non fosse per lo splendido lavoro svolto da Becky Lynch e Charlotte Flair non ci sarebbe il benchè minimo interesse attorno a questo rivoluzionario evento, che ha ogni ragione di esistere, se non fosse che oltre ai due incontri titolati previsti, il livello di booking per il resto delle ladies rasenta un livello che solo nei primi anni ’10 si poteva trovare, tra le allora Divas.

Nella millesima puntata di Smackdown Live abbiamo assistito al ritorno di Rey Mysterio, che si è immediatamente qualificato per la WWE World Cup sconfiggendo il sopracitato Nakamura. Il folletto di San Diego ha mostrato fin da subito un’impressionante forma fisica, ben lontana dagli ultimi anni in WWE prima del suo addio, nei quali soffriva di diversi problemi alla schiena: “Mr. 619” sembra essere ringiovanito di dieci anni, e lo ha confermato dando nuovamente prova delle sue condizioni, ottenendo un’importante vittoria contro The Miz, che nonostante la bruciante sconfitta subita a Super Show-down si ritrova sempre e comunque un passo più vicino alla vetta.

Il punto più alto di un’altra mediocre puntata si raggiunge con il main event della serata, che ritrova sul quadrato Randy Orton e Jeff Hardy uno contro l’altro. L’ennesimo scontro tra i due non delude, forte dell’ultimo match di Hell in a Cell: questa nuova versione sadica di Orton è qualcosa di terribilmente fantastico, una sorta di Legend Killer 2.0, solo che questa volta si occupa dei suoi simili. Una splendida RKO “outta nowhere” chiude una puntata scarsamente sufficiente, che riconferma quanto detto in apertura, niente più di un compitino. Ma ehi, tanto i milioni di miliardi dall’Arabia Saudita arrivano comunque… forse.

Matteo Galeazzi
Be like no one.

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