giovedì, 20 settembre 2018
Approfondimento

ALL IN, molto più di uno show indy

Perchè è stato un evento destinato a cambiare per sempre gli scenari del pro wrestling.

Ben ritrovati lettori di WrestlingItalia, benvenuti a questo nuovo editoriale. ALL IN è da consegnare agli archivi, un evento storico che va a catalogarsi come uno dei migliori eventi di wrestling mai organizzati. Non solo negli ultimi anni, ma – voglio sbilanciarmi – uno dei più belli mai visti.

Cosa rappresenta e che cos’ha di speciale lo andiamo a vedere subito. Insomma, non è che sia poi tanto difficile arrivarci. Almeno dal punto di vista della rappresentazione sul quadrato.

Bastava leggere la card per poter soltanto immaginare la magia e lo spettacolo a cui avremmo assistito. Beh, d’altronde se prendiamo alcuni tra i migliori pro wrestler di questa generazione, nonché tra i migliori ogni epoca, e li mettiamo nello stesso show – il successo è garantito.

Quasi scontato. Visto che in un’unica serata, si sono esibiti ben quattro campioni mondiali delle loro rispettive federazioni. L’attuale IWGP Heavyweight Champion della New Japan Pro Wrestling, Kenny Omega. Jay Lethal, attuale Ring Of Honor World Champion. Pentagon Jr. – aka El0 Miedo, Dark, El 0M – attuale Lucha Underground Champion, ricordando che la quarta stagione di Lucha Underground è ancora in corso. Ed infine Nick Aldis, entrato ad ALL IN come NWA Worlds Heavyweight Champion in carica.

Mica male. Soprattutto se a ciò andiamo ad aggiungere due match titolati. Quello di Aldis contro Cody e quello tra Jay Lethal e Flip Gordon. Due incontri nella stessa card, per due titoli mondiali, per due titoli storici e prestigiosi come quello della gloriosa National Wrestling Alliance e dell’altrettanto gloriosa Ring Of Honor.

Non ci soffermiamo neanche sul lottato, sarebbe riduttivo e forse addirittura troppo banale, ALL IN è un successo per tutto il movimento, è un qualcosa che serviva per dare un piccolo calcio a quelli che pensano che al di fuori di un tipico contesto, quello delle major, quello della WWE, certe cose non si possono fare.

Il più grande wrestling show indy mai visto, senza dubbio. Cody e i fratelli Jackson, meglio noti come Young Bucks, hanno fatto davvero un lavoro eccezionale. Mettere su un evento del genere non è facile, come non è semplice, per una serata di gala del wrestling indipendente, riempire un’arena con diecimila persone. Eppure i primi diecimila biglietti sono stati venduti in meno di un’ora.

Ed è molto divertente questo, perché è così che è nata l’idea. Un fan fa una domanda via twitter a Dave Meltzer, chiedendogli se lai Ring of Honor avrebbe mai venduto 10.000 biglietti per uno spettacolo. Meltzer ha risposto: “Non nell’immediato futuro”. Cody, appena saputo, ha soltanto aggiunto: “Accetto la scommessa”. E hanno fatto una scommessa simbolica di 1 dollaro sul fatto che Cody potesse farlo o meno.

Scommessa stravinta. Anche se, in effetti, soltanto 5-10 anni fa una cosa del genere sembrava impossibile. La maggior parte degli eventi indy è difficile che vedano il tutto esaurito in generale, figuriamoci vendere 10.000 biglietti.

Ma ALL IN rappresenta molto di più dell’evento indy per noi fan “nerd” del wrestling. Si, insomma, voglio dire, possiamo considerare wrestler come Cody, Kenny Omega, Penta El 0M, Kazuchika Okada, Christopher Daniels, Bully Ray, Chris Jericho o Rey Mysterio delle “indy star”? Stiamo parlando di una bella fetta di storia del pro-wrestling mondiale.

Per questo ALL IN rappresenta molto di più, perché ha messo in scena diversi stili di lotta. Dalla Lucha Libre messicana allo Strong Style del Sol Levante, dal wrestling europeo a quello americano. Dai match molto ben lottati a storie dalla narrazione perfetta.

Penso al ritorno di Y2J che attacca Omega dopo il match del Campione IWGP contro Penta, penso a tutto il build up durato mesi per il titolo NWA con il feud tra Cody e Nick Aldis. E che dire del match tra il Fallen Angel Christopher Daniels e la star di Arrow Stephen Amell? O a Marty Scurll e Okada. E come non citare il capolavoro creato tra Adam Page e Joey Ryan. Solo per fare qualche esempio. Se non avete seguito gli sviluppi in queste settimane, non potete neanche immaginare l’epicità di queste faide.

Prendiamo in analisi il match per il titolo di NWA Worlds Heavyweight Champion tra Aldis e Cody ad esempio, non potete capire la magia del finale. Quel conto di tre è stato stupendo, le lacrime di Cody sono state stupende. Mettersi alla vita quel titolo che è stato in passato di mostri sacri del wrestling come Lou Thesz, Harley Race, Ric Flair, Sting, Ricky Steamboat e – soprattutto – di Dusty Rhodes è stato molto più che stupendo. Chissà quanto orgoglio per papà Dusty, ovunque la sua anima stia battagliando nei ring dei vari aldilà dell’universo.

Anche The Rock ha twittato a riguardo. A proposito di twtitter, ALL IN durante la messa in onda è stato anche #1 trend worldwide. Un vero trionfo.

L’altra grande vittoria di Cody e i Bucks è anche una delle cose più belle di questo 2018 a mio parere, il crossover tra le federazioni. IMPACT, Lucha Underground, PWG, ROH, NWA, NJPW, AAA e compagnia cantante al seguito. Non c’è periodo migliore di questo per gli appassionati. Internet ci dà la possibilità di vedere realmente tutto e anche di più. Basta solo avere tempo.

E proprio il web ha fatto da cassa di risonanza incredibile per la riuscita mondiale di questo show speciale. Ma non solo, grazie ai servizi di streaming live e on demand e grazie alle partnership ottenute, è stato possibile guardare lo show in diversi modi e praticamente in tutto il mondo. Come tradizionale PPV da acquistare attraverso i vari punti vendita, tramite il servizio Fite Tv, sulla piattaforma streaming della ROH, Honor Club e, in seguito, in On Demand sulla piattaforma NJPW World.

Inoltre c’è stato un pre-show di un’ora sul canale tv WGN America. Una cosa in pieno stile da grande federazione, che ha avuto l’attenzione del grande evento perché è stato un gande evento.

Questa similitudine con i classici eventi targati WWE, che sono impostati in questa maniera, ha fatto capire ancora una volta quanto questo business può significare per chi lo fa e chi lo segue con il cuore e con tanta, tantissima passione. Anche se non si hanno a disposizione i milioni di dollari, si può fare un evento di wrestling memorabile.

È un messaggio chiaro. Ed è molto importante che anche altre realtà possano realizzare qualcosa di grandioso in termini di numeri e interesse, magari unendo le forze per il bene del pro-wrestling. ALL IN infatti è stato eccezionale in tutto e per tutto.

Se non l’avete visto, guardatelo. Se guardate solo la WWE, guardatelo. Perché esiste anche altro, ed è davvero stupendo.

Io vi saluto con le parole di Cody che devono restare nella testa e nel cuore di ogni fan:

“WWE is wonderful, but they do not own pro wrestling. All of us own pro wrestling!”

Roberto Rotonda
Vice caporedattore, responsabile della linea editoriale ed editorialista. Per WIT ho fatto anche le interviste, il newser, il biografo, il reporter e curato diversi speciali quando c'è stato bisogno. The Icon Sting è sempre stato il mio preferito, al quale negli anni si sono aggiunti Triple H, Chris Jericho, CM Punk, AJ Styles e Stone Cold Steve Austin. Tifo pure Kevin Owens, Sami Zayn, Finn Bálor, James Storm, The Briscoes, The Young Bucks, Adam Cole, Mike Bennett e tanti altri. Per il wrestling femminile invece, le mie preferite sono Lita, Becky Lynch, Sasha Banks ed Asuka. Non credo che mi stancherò mai di questo business. Un consiglio, evitate di essere focalizzati solo su una cosa, ad esempio solo sulle indy o solo sulla WWE ecc. Il wrestling è bello tutto, cercate di viverlo a 360° evitando sempre di offendere chi non la pensa come voi.

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