mercoledì, 23 gennaio 2019
Post show

Backlash scorre senza troppi patemi d’animo

Il primo ppv interbrand da Battleground 2016 (esclusi i big four) procede con fermezza ma senza grandi sussulti

La quattordicesima edizione di Backlash è ormai passata agli archivi. In qualità di evento che coinvolgeva atleti di entrambi i roster non si può dire certo che ci sia stata una mancanza di starpower. D’altro canto tanti match nella stessa serata sono difficili da gestire per organizzare uno spettacolo che sia facile da digerire, poichè spesso, come avvenuto in quest’occasione, la paura di strafare lascia il tutto, anche se armonioso, come un qualcosa di incompiuto e migliorabile.

Nel main event Roman Reigns batte Samoa Joe dopo un match, come previsto, molto duro. In certe parti è macchinoso, ma in altre entrambi mostrano un’insolita agilità. Tuttavia si prosegue verso la conclusione dello show senza infamia e senza lode. Joe prevale per buona parte dell’incontro, fino a rendere quasi inerme Reigns grazie alla sua Coquina Clutch, ma poi é costretto a soccombere dopo due Spear. Comunque lo status dell’ex NXT champion non é compromesso e può ora diventare il vero monster heel di SmackDown Live, in più ‘The Big Dog’ può procedere verso un nuovo tentativo per far suo il WWE Universal Championship, possibilità che non gli verrà negata dopo il finale controverso di Greatest Royal Rumble.

Il No Disqualification Match valido per il WWE Championship culmina in double knockout, con AJ Styles e Shinsuke Nakamura K.O. sul ring, dopo un vicendevole calcio nelle parti basse. Nonostante la stipulazione speciale, a parte qualche low blow da parte di entrambi e l’uso di un’unica sedia, le ‘scorrettezze’ sono state ben poche, aspetto abbastanza insolito dato il cambiamento di attitudine del nipponico nelle ultime settimane. Come nei due precedenti capitoli della faida ci sono stati spezzoni abbastanza lenti ed altri più rapidi, d’altronde anche stavolta siamo lontani da quello che vorremmo vedere da due tra i migliori interpreti della disciplina. Dal modo in cui é culminata la contesa, è semplice constatare che ci sarà ancora una rivincita per Nakamura, con la speranza di rimanere finalmente sbalorditi da due atleti con tale potenziale.

L’opener dell’evento, valido per il WWE Intercontinental Championship, come era piuttosto preventivabile ha visto Seth Rollins mantenere il titolo e resistere all’assalto di The Miz. Nonostante tutto, in circa 20 minuti, i due non hanno deluso le attese e nel contempo hanno regalato un grandissimo match che si aggiudica la palma della serata. Ci sono innumerevoli elementi necessari per definirlo tale: storytelling, buon lottato, rapidità ed anche qualche spot improvviso come la Blackout di ‘The Architect’ che ha messo al tappeto lo sfidante, che non è riuscito ad infierire al meglio sul ginocchio destro dolorante del campione, che ha saputo rispondere a due Skull Crushing Finale. Potremmo già vedere stasera se oltre al giá determinato Finn Bálor, qualche altro wrestler vorrà cercare di fare proprio il titolo secondario di RAW.

Con minor pathos ed in maniera più netta, nessun cambio di titolo anche per quanto riguarda il WWE United States Championship. Jeff Hardy con la classica sequenza Twist of Fate-Swanton Bomb ha schienato il number one contender Randy Orton, sembrato poco deciso a riconquistare l’alloro perduto a WrestleMania. L’incontro é andato avanti in maniera lineare e senza troppi sussulti, in realtà davvero poco per due wrestler di questo calibro. Se Shelton Benjamin pare navigare verso la zona titolo, resta da vedere se ci sarà qualcun altro a salire sulla stessa nave (The Miz?) e cosa ‘The Viper’ deciderà di fare.

Nell’unico tag team match della serata Braun Strowman & Bobby Lashley hanno prevalso su Sami Zayn & Kevin Owens. I due canadesi sembravano essere abbastanza sul pezzo, rispondendo alla spaventosa fisicitá degli avversari con la loro più ferrata intesa e capacitá di combattere in coppia. Dopo essersi accorti peró dello strapotere dei due energumeni hanno iniziato a litigare da quando Zayn ha manifestato l’intenzione di far ritorno nel backstage, ció ha portato ad una colluttazione tra i due, con Owens poi costretto ad andare incontro al Delayed Vertical Suplex di Lashley e al definitivo conto di tre. I vincitori hanno poi continuato ad infierire sui due malcapitati che escono ancor più ridimensionati dopo l’evento. Per i due lo split potrebbe essere la soluzione più scontata, altrimenti ristagnerebbero in un limbo poco dignitoso per loro. Al contrario Strowman e Lashley si confermano due dei principali e più dominanti lottatori della federazione.

In pochi minuti Daniel Bryan si fa beffe di Big Cass, sottomesso grazie alla Yes Lock. L’ex compagno di tag team di Enzo Amore ha fatto prevalere la sua imponente stazza sull’avversario ed infuriato per la brutta figura ha letteralmente assalito l’’American Dragon’, sancendo così il proseguimento delle ostilità (sperando di assistere a qualcosa di qualitativamente migliore sul quadrato). Nonostante un’evidente divergenza nello stile di lotta, entrambi cercheranno di lavorare insieme alla ricerca di una forma ottimale dopo un lungo periodo di inattività.

Per quanto riguarda la categoria femminile abbiamo potuto assistere a ben tre incontri. Il rematch del WWE RAW Women’s Championship si è sviluppato sulla falsa riga dell’incontro di WrestleMania. Alexa Bliss ha provato in tutti i modi a fronteggiare la straripante potenza di Nia Jax, che non ha ceduto alle provocazioni verbali dell’ex amica e ancora una volta ha vinto con un devastante Samoan Drop. La campionessa ora come ora appare imbattibile ma sono numerose le atlete che ora cercheranno di porre fine al suo regno. La Bliss non ne esce tanto bene e non è escluso possa allontanarsi per un po’ dal giro titolato.

Carmella si conferma WWE SmackDown Women’s Champion, schienando Charlotte Flair sofferente al ginocchio sinistro dopo un moonsault. L’ex Mrs. Money in the Bank ha agito con destrezza e furbizia, usando provocazioni fisiche e mentali tipiche della sua personalità. Come la contesa per il titolo femminile di RAW siamo ben lontani dagli standard stabiliti dalle ragazze negli ultimi anni per ciò che concerne il lottato, ma anche stavolta l’incontro viene raccontato con efficacia. Gente come Asuka, Naomi e Becky Lynch non stará ancora per molto a guardare e ‘The Princess of Staten Island’ non potrà di certo cullarsi sugli allori.

Nel kickoff Ruby Riott ha battuto Bayley, rafforzando così la propria posizione e quella del suo team nelle gerarchie del roster delle donne dello show rosso. L’incontro non è stato esente da varie imperfezioni nel lottato, ma è stato comunque positivo nel sottolineare il ruolo decisivo del resto della Riott Squad, presente a bordo ring. Una serie di distrazioni adoperate da Sarah Logan e Liv Morgan hanno portato ‘The Huggable One’ a subire il Riott Kick che ha condotto al pin decisivo.

In un simpatico siparietto comedy l’esibizione di Elias è stato dapprima interrotto dal New Day, poi dal Rusev Day, ancora da No Way Jose (con a seguito tra i tanti il Titus Worldwide e i Breezango) ed infine attaccato da Bobby Roode con una fugace Glourious DDT, che conferma il feud tra i due.

Tutto sommato Backlash è stato uno show godibile, può essere paragonato ad un buon prosecco, che scende giù bene ma che non ci lascia a bocca spalancata. C’era tanta attesa soprattutto per il match per il WWE Championship visto che si pensava poteva essere l’ultimo, ma al contrario resta abbastanza deludente. Balza agli occhi l’assenza di cambi di titolo così come a Greatest Royal Rumble. Proprio l’assenza di questi e di grosse sorprese contribuiscono a lasciarci con un leggero amaro in bocca. Trovandoci in un periodo dell’anno dove molto deve essere costruito sarà fondamentale cercare di analizzare i possibili snodi narrativi lasciatici in eredità. Peccato non ci siano stati altri match quantomeno avvicinabili a Seth Rollins vs The Miz e che in tanti sembra si siano limitati al ‘compitino’.

Giovanni Damiano
Studente di Medicina e Chirurgia, polistrumentista per passione, fan sfegatato dei Green Day e tifosissimo della Juventus e del Potenza (squadra di calcio della mia città natale). Passando alle cose serie, seguo il wrestling dal 2003, fin da piccolo ho sempre amato molto maestri della tecnica quali Chris Benoit e Kurt Angle. Con il tempo ho iniziato ad apprezzare tantissimo John Cena e Chris Jericho, ma generalmente tutti gli atleti che riescono a coniugare capacità fondamentali come carisma, dimestichezza al microfono e abilità nell'esecuzione delle mosse.

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