mercoledì, 23 gennaio 2019
Post show

La nuova WrestleMania si chiama Takeover

Quando ci sono tutti gli ingredienti per lo show dell'anno, risulta difficile pensare che WrestleMania emergerà sull'appena passato Takeover.

A sole 24 ore da WrestleMania, ed esattamente di fronte al Mercedes-Benz Superdome, si è tenuta quella che potrebbe essere ricordata come l’edizione di Takeover migliore di sempre, con un Ladder Match composto di grandi nomi, un match titolato da cinque stelle e la risoluzione di una lunga ed estenuante validità in un incontro senza alcuna regola. Ma d’altronde si sa, quando l’occasione è ghiotta, NXT non manca di stupirci.

Lo show si è aperto con l’incoronazione del primo North American Champion: Adam Cole, BAY BAY! Il membro prominente dell’Undisputed Era ha saputo aspettare il suo momento, approfittando del caos totale tra gli altri partecipanti del match – e lo ha fatto portando in WWE uno dei momenti più acclamati nel mondo delle indies, il Superkick Party – e assicurandosi la vittoria. Questo incontro ha visto tutto ciò che ci poteva aspettare da questa stipulazione, ed anche di più: due colossi come Lars Sullivan e Killian Dain che sono riusciti ad integrarsi perfettamente nell’ambiente che li circondava, con e senza scale; il rientrante – per chi si ricorda dei primi tempi di NXT con il format attuale e di un certo Derrick BatemanEC3, che nonostante nelle prime battute si sia mostrato un po’ riluttante all’azione non ha certo mancato di regalare un’ottima prestazione; “The One and OnlyRicochet, che fin da subito ha fatto capire a chi lo ha visto per la prima volta perchè è considerato uno dei migliori pesi leggeri al mondo; l’uomo della serata, Velveteen Dream, sempre più acclamato dal WWE Universe, e sempre più coinvolto in match di cartello. Il 22enne ha lasciato tutto quanto sul quadrato, regalandoci Purple Rainmaker a destra e sinistra, e un meraviglioso Death Valley Driver su una scala. Fin da subito si è parlato di “Match of the Year” e di “PPV of the Year“, e francamente per ora ci sentiamo di dire che non sono definizioni sbagliate.

Il sole è tramontato su Ember Moon: la campionessa è stata portata allo svenimento da Shayna Baszler, che dopo aver rischiato grosso – in seguito all’offensiva della Moon, le è uscita una spalla, prontamente rimessa al suo posto – è riuscita a chiudere l’avversaria nella patentata Kirifuda Clutch, che ha dovuto tenere a lungo prima di potersi definire la nuova campionessa.

Il Dusty Rhodes Tag Team Classic di quest’anno si chiude con un vincitore “indiscusso”: la serata è più che buona per l’Undisputed Era, che trova in Roderick Strong un nuovo alleato. Nonostante lo svantaggio iniziale dei campioni – che partivano con un Adam Cole reduce da 30 e passa minuti di Ladder Match – è bastata una End of Heartache a Pete Dunne per chiudere i giochi e portare la vittoria a una stable più che rinvigorita, dopo una serata del genere.

Fade to Black: questo è il destino che è capitato a tutti coloro che si sono trovati nel cammino di Aleister Black, quel cammino guidato dall’enorme demonio che porta sulla sua schiena, e che dal suo arrivo a NXT desidera una sola cosa, il titolo di campione assoluto. Un privilegio destinato a pochi eletti, come l’attuale detentore della corona, Andrade “Cien” Almas, che grazie al ritrovato spirito combattivo e alla guida di Zelina Vega è riuscito a metter fuori gioco nomi del calibro di Drew McIntyre e Johnny Gargano. Ed è proprio quella marcia in più che gli ha permesso di fregiarsi del titolo di campione finora: ogni intervento della sua manager gli ha permesso di trovare un modo per arrivare alla vittoria in ogni occasione. Ma la forza di volontà di un essere umano non può nulla contro quella di un demone, che grazie alla fidata Black Mass porta a un passaggio di cintura, e, per la prima volta, un sorriso sul volto del nuovo campione.

322, un numero molto speciale per Johnny Gargano: dopo così tanto tempo ha finalmente avuto l’occasione per mettere le mani su Tommaso Ciampa, reo di aver tradito la sua fiducia in quel di Chicago quasi undici mesi fa, di essegli costato il posto a NXT, ma soprattutto di avergli tolto ciò che gli mancava per essere nuovamente Johnny Wrestling. In trentasette minuti di guerra, Gargano ci ha mostrato come un uomo può cambiare in undici mesi, e di come si può tornare ad essere ciò che era un tempo, a patto che si sconfiggano i propri demoni: e così è stato. Tavoli, stampelle, barricate, pavimentazione scoperta: l’Unsanctioned Match tra i due ha portato un nuovo concetto di “match a cinque stelle” in WWE, regalandoci non solo un livello di azione sopra le righe – e soprattutto sopra le regole – ma anche tutto quel bagaglio emotivo che ci si poteva aspettare da una storia così importante, e soprattutto da due lottatori come gli ex #DIY. Persino dopo tutto questo Gargano ha avuto difficoltà a colpire l’acerrimo nemico con una stampella, ma non si è comunque lasciato ingannare, costringendolo a cedere con una Crossface, coadiuvata dal tutore di Ciampa.

A meno di 24 ore da WrestleMania abbiamo compreso come NXT sia tornato agli antichi fasti, e di come sia destinato ad ascendere sempre di più al posto che gli spetta: non ci rimane da vedere se WrestleMania potrà superare una serata come questa. Noi abbiamo i nostri dubbi, ma con la WWE non si può mai dire mai.

 

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