mercoledì, 18 luglio 2018
Post show

Fastlane ha regalato un Main Event straordinario

Tra un main event d'altissima scuola e scelte creative lineari e senza sbavature, l'ultimo PPV della WWE prima di WrestleMania è giunto agli archivi. Ma com'è stato nel complesso lo show?

Più alti che bassi. Chiude in bilancio positivo l’edizione 2018 di Fastlane, che propone una serie di match che si tengono nella media in funzione di un main event clamorosamente bello e di un discreto lavoro creativo, che continua nella politica attuale della compagnia basata sulla scarsità di sussulti ma che di sicuro alza l’asticella all’interno di questa Road to WrestleMania.

E proprio dal main event è giusto partire, perché il match, durato quasi mezz’ora, ha messo in scena un livello di lottato che mancava in WWE almeno da alcuni mesi. Lottato ovviamente coadiuvato da uno splendido lavoro di psicologia e gestione delle trame interne ai sei contendenti. La contesa ci ha dunque raccontato di un John Cena sgomitante pur di trovare il proprio cammino vero l’evento dell’anno, di un AJ Styles che trascorre gran parte del match all’interno del quadrato onde evitare di perdere il titolo per conto terzi, ma soprattutto di Sami Zayn e Kevin Owens pronti a pugnalarsi alle spalle a vicenda pur di arrivare all’obiettivo: nello specifico, è stata notevole la cura che è stata fatta attorno al personaggio di Zayn, che emerge a sorpresa tra i due come quello che davvero sta traendo vantaggio dal sodalizio. La causa della presenza di Shane McMahon a bordo ring si trova nella moltitudine stessa di partecipanti a questo main event: la storyline impone che egli faccia il possibile affinchè i cosiddetti “Kemi” non vincano l’alloro massimo, e l’epilogo sarà facilmente un match che vedrà i protagonisti della vicenda impegnati a WrestleMania, che dunque vede ufficializzarsi AJ Styles vs Shinsuke Nakamura con in palio il WWE Championship, con buona pace del mercato, dell’espansione del brand e di tutta questa serie di logiche estranee al ring.

Proprio Nakamura ha regalato, vincendo, un discreto opener contro quello che pare essere a detta dei più la superstar più over all’interno del roster blu in questo momento: Rusev. Il bulgaro ha offerto anch’egli una buona prestazione, ed è quasi un peccato pensare al fatto che al 90% sarà fuori da impegni di rilievo a WrestleMania. Da segnalare anche la vittoria da parte di Randy Orton del titolo degli Stati Uniti in un incontro nella mediocrità, con conseguente attacco da parte di Jinder Mahal, sventato dall’ormai ex campione Bobby Roode: la faida che sicuramente culminerà in un Triple Threat denota nel cambio di titolo una variante che però annega nel solito finale a cui assistiamo ormai da settimane con il giro di finisher e uno dei tre che rimane da solo in piedi ad esultare.

Il lavoro però migliore a livello creativo all’interno dello show è stato fatto nei due momenti della serata che sembravano promettere meno sorprese: i Bludgeon Brothers hanno fatto piazza pulita degli Usos e dei New Day, che erano impegnati in un incontro che si stava portando avanti per la verità in maniera più che divertente ma che sembrava essere stato inserito all’interno della card principalmente come usato sicuro. Il plauso che va fatto al Creative è quello di saper creare contendenti credibili praticamente dal nulla, con Harper e Rowan che proprio grazie ad un booking semplice ma efficace, una gimmick accattivante e grazie al modo in cui sono stati mandati a demolire i due tag team di punta del roster, paiono ora in cima ad una divisione che comunque mantiene con merito una soglia di interesse discretamente alto. L’altra nota di merito va fatta a riguardo del colpo di scena, per la verità mormorato, accaduto dopo l’incontro tra Charlotte e Ruby Riott: Asuka ha fatto il suo ingresso e ha sfidato la Flair per WrestleMania sfruttando la vittoria della Royal Rumble. Il segmento è stato semplice ma ha portato un ottimo riscontro di pubblico nell’arena, sebbene sia susseguito ad un incontro per cui non si grida al miracolo. Il match invece tra le due allo Showcase of Immortals ha tutti i presupposti per essere uno dei migliori dell’anno tra quelli del gentil sesso. Da segnalare anche che durante lo show Carmella e Natalya hanno sconfitto Becky Lynch e Naomi: Miss Money in the Bank continua a comparire ma senza esporsi più di tanto. Mossa voluta al fine di creare maggio scalpore nel momento del suo incasso?

Nel complesso, possiamo dire che Fastlane è stato un evento più che sufficiente nonostante i numerosi momenti morti, ormai scotto da pagare messo in conto ampiamente nel momento stesso della divisione dei brand (continuare a fossilizzarsi su questo è totalmente inutile, dato il contrordine stesso della WWE che da Giugno pare tornerà ai PPV con entrambi i roster). Qualche match non ha per niente entusiasmato, ma lo show, e di conseguenza il roster intero di Smackdown, trae giovamento da ciò che si sta portando avanti a livello creativo. Potremmo difatti muovere centinaia di critiche (che comunque in giro per il web non mancano), ma va dato atto allo show blu che sebbene non si sforzi né si arrovelli più di tanto per scrivere storie particolarmente intricate, nei suoi limiti il modo in cui si sta giungendo a WrestleMania ascolta ciò che molti fans hanno implorato per anni, e mette il wrestling lottato al centro dell’azione.

Mirko Favale
Redattore delle rubriche "The Wrestling Bar" e "Controversy Creates Cash", reporter e conduttore di Ring The Bell e WITalk per WrestlingItalia.it

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