mercoledì, 20 giugno 2018
Approfondimento

Perché l’addio di Lesnar è un bene per la WWE

Vediamo perché l'eventuale addio dell'attuale Universal Champion può essere una cosa positiva.

It’s Showtiiiime, Folks! The Man They Call Bob vi dà il benvenuto a questo nuovo editoriale.

La WWE e Brock Lesnar si diranno addio? Speculazioni a riguardo ne abbiamo sentite tante in questi giorni, dopo WrestleMania 34 sembra sicuro un suo ritorno in UFC. Tuttavia il suo rientro durante un live event nella città di Chicago dove ha sconfitto Kane in 35 secondi, ha placato gli animi del WWE Universe e alimentato le voci del work in relazione alla sua inaspettata e per certi versi clamorosa assenza a RAW della scorsa settimana.

Dal suo pompato ritorno nel 2012 sono passati sei anni. Possiamo tirare le somme e provare a capire cosa ha portato l’attuale WWE Universal Champion alla federazione e perché un suo eventuale addio, è un bene per tutti.

Partiamo dal character. Lesnar è un evento umano ambulante, colui che deve combattere raramente perché ogni qualvolta che è bookato per un ppv, quest’ultimo deve essere una cosa speciale, eccezionale e unica. Questa è più o meno la presentazione del Brock Lesnar che la federazione ha voluto mantenere per giustificare il fatto di avere un part-timer che guadagna tanti soldi e, oggi, un Campione che è praticamente inesistente di settimana in settimana. Le sue rivalità infatti, narrativamente le ha quasi sempre portate avanti Paul Heyman.

Rivalità che di sicuro sono state interessanti, quantomeno alcune, ma che non hanno portato poi chissà quale straordinaria situazione o chissà quale epico incontro.

In questi anni, sicuramente il momento più alto di Lesnar è stato quello di WrestleMania XXX. Quando nello stupore generale di tutti, ha “conquistato” la famigerata e leggendaria Streak di The Undertaker regalando al mondo uno dei più incredibili, emozionanti e memorabili WrestleMania Moments nella storia della WWE. E più in generale uno dei più grandi momenti nella storia di tutto il pro-wrestling mondiale.

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Uno dei più memoramibili WrestleMania moments nella storia.

E poi che altro?

Questo è il punto focale. Se escludiamo WM 30 c’è quasi più nulla. Non sembra mai voler contribuire alla riuscita dello show, sembra sempre che sia lui a fare un favore alla compagnia o ai tifosi, e pare molto evidente che non ci metta mai tutto l’impegno possibile, ma faccia sempre il compitino. Consapevole di avere in un pugno la situazione (economica) legata al suo contratto e nell’altra mano il coltello dalla parte del manico.

Se tutto ciò sia giusto o meno, questo nessuno può dirlo. O meglio, ognuno ha la sua opinione a riguardo. Sicuramente la federazione trae un vantaggio da questo tipo di contesto. I cori in favore di Lesnar sono quasi sempre belli corposi e a vendere, vende.

Però volendo considerare altri aspetti, forse l’addio è davvero un bene.

Dal suo ritorno Brock ha tolto spazio, tanto spazio, alle altre Superstar e alle possibilità molteplici di poter costruire il loro starpower in maniera credibile a livello di titolo massimo. Soprattutto nell’ultimo anno, da quando è Universal Champion. Gli altri si sono dovuti accontentare dei titoli di coppia, Seth Rollins e Dean Ambrose per esempio. O di essere coinvolti nel giro del titolo degli Stati Uniti prima e di quello Intercontinentale poi. Chi, come lo stesso Ambrose, Samoa Joe o Braun Strowman ha avuto la possibilità di affrontarlo, si è dovuto arrendere alla telefonata sconfitta di turno in ppv. Anche AJ Styles ha dovuto piegarsi a The Beast Incarnate.

Ai sopracitati è già andata diciamo bene. Gli altri invece devono limitarsi a un booking ridicolo e a un mid-carding per nulla utile e per nulla costruttivo. E ne sanno qualcosa Finn Balor, Matt Hardy e perché no anche un Bray Wyatt che potenzialmente hanno tutte le carte in regola per stare nella parte alta della card di tanto in tanto. Ma che invece, soprattutto nell’ultimo anno, hanno annaspato in uno status di nulla assoluto. La presenza di Lesnar che capeggia come Universal Champion taglia le gambe agli altri.

Pensate a Kevin Owens e Chris Jericho. Un anno fa coinvolti probabilmente nella migliore storyline di tutta la compagnia. Culminata proprio a WM 33 con lo US Title detenuto da Y2J in palio. Se non fosse stato per il WWE Universal Title match tra Goldberg e Brock Lesnar, forse loro due avrebbero potuto sfidarsi per l’alloro massimo. Un momento che sia Goldberg che Lesnar hanno portato via a un Owens lanciatissimo nei mesi pre Goldberg. Che alla fine ha ricevuto come contentino il titolo degli Stati Uniti e al quale una bella vittoria contro Jericho a WrestleMania con lo Universal Championship on the line male non avrebbe fatto. Anzi, vincere un titolo massimo nel più importante evento dell’anno ti dà uno status di Top Superstar ancora maggiore.

Rinunciare o rimandare l’ascesa di uno dei tuoi migliori prospetti, per mettere su un match – per giunta titolato – a distanza di più di dieci anni. Può pure vendere, ma ne vale davvero la pena? Owens è un anno che brancola, Lesnar è ancora il Campione che c’è quando più gli conviene.

In questo oramai longevo stint le sue rivalità sono state quasi sempre contro grandi Superstar affermate come John Cena, Randy Orton, Triple H, Goldberg, CM Punk, Undertaker. E nessuna di queste ha regalato chissà quale grande spunto, eccezion fatta per la parentesi del Phenom e la conquista della Streak. A livello di lottato invece, forse il miglior incontro disputato è quello avuto contro CM Punk a SummerSlam nel 2013. Guarda caso un altro Heyman Guy.

In questo quadro generale è chiaro che a farne le spese è prima di tutto lo show di RAW. L’evento più rappresentativo per la WWE, che ogni settimana non ha né il campione più importante né alcuna storyline fresca e nuova. Se non il solito revival, parlando sempre di Lesnar, Lesnar vs. Goldberg, Lesnar vs. Cena e simili. E quando si prova a creare nuove situazioni, finisce sempre con Lesnar trionfatore finale. Chiedere a Strowman, Ambrose e Joe, ancora loro.

Tutto ciò innesca anche un mancamento a livello di ogni tipologia di evento legato al contorno che la WWE dà al suo nome e alla sua immagine mondiale e a cui tiene in maniera molto particolare. Brock Lesnar non presenzia praticamente a nessuno di questi eventi. Che siano essi a scopo benefico, di Make-A-Wish o di qualsiasi altro tipo.

E non presenzia soprattutto ai vari viaggi intercontinentali per intrattenere i fan di tutto il mondo. Da questo punto di vista il nostro campione, il campione che vediamo noi fan stranieri, è il WWE Champion. Almeno da quando abbiamo i roster separati e l’ex Next Big Thing ha la cintura Universale alla vita. RAW non ha il suo campione più importante a rappresentare il suo roster.

Un personaggio così, di chi è il Campione e a quale scopo? Se non si ha la possibilità  di poter puntare (o non si vuole) anche su altre Superstar in modo più costante e creativo, se non si ha l’occasione di sviluppare le storie a livello narrativo per far sì che chi si fa il mazzo quotidianamente possa elevare il suo status, non ha senso.

Sono arrivato alla mia personale conclusione, continuare ad avere questo Lesnar non ha più senso. A prescindere dall’essere o meno il campione, sono sei anni che combatte pochissime volte l’anno senza dare nulla ai nuovi. Sei anni nel wrestling sono tanti, ormai tutto ciò non ha più senso.

Non si sa ancora se uscirà o meno dalle scene della WWE. Se ciò dovesse accadere, alla luce di quanto disquisito finora, non può che essere un bene per tutti.

Roberto Rotonda
Vice caporedattore, responsabile della linea editoriale ed editorialista. Per WIT ho fatto anche le interviste, il newser, il biografo, il reporter e curato diversi speciali quando c'è stato bisogno. The Icon Sting è sempre stato il mio preferito, al quale negli anni si sono aggiunti Triple H, Chris Jericho, CM Punk, AJ Styles e Stone Cold Steve Austin. Tifo pure Kevin Owens, Sami Zayn, Finn Bálor, James Storm, The Briscoes, The Young Bucks, Adam Cole, Mike Bennett e tanti altri. Per il wrestling femminile invece, le mie preferite sono Lita, Becky Lynch, Sasha Banks ed Asuka. Non credo che mi stancherò mai di questo business. Un consiglio, evitate di essere focalizzati solo su una cosa, ad esempio solo sulle indy o solo sulla WWE ecc. Il wrestling è bello tutto, cercate di viverlo a 360° evitando sempre di offendere chi non la pensa come voi.

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