giovedì, 18 ottobre 2018
Post show

Sami Zayn e Kevin Owens hanno reso grande Smackdown

Nel caso specifico di Smackdown possiamo dirlo: la Road to WrestleMania è davvero iniziata. Già, perchè con tutti i suoi difetti e la ripetitività di alcune scelte e di alcune situazioni tipiche delle puntate settimanali l’ultimo episodio ha avuto tutto ciò che serve per renderlo divertente e interessante: le storyline proseguono, aggiungono un tassello alla volta in modo graduale, lineare e assolutamente non affrettato, con tutte le conseguenze che la cosa comporta.

Conseguenze, come il vedere il vincitore della Royal Rumble ridotto a dieci secondi nel backstage in tutta la puntata e una sola frase, la solita, ma enigmatica (“Io ti batterò a WrestleMania”, rivolta a AJ Styles), ma anche come una qualità di lottato assolutamente lodevole in relazione al minutaggio a disposizione. Se è vero infatti che il finale per squalifica di Sami Zayn vs Kevin Owens non lascia soddisfatti a pieno, c’è da dire che arriva al termine di dieci minuti di pura accademia, con i due che danno l’esempio perfetto di come si racconti una storia chiara e limpida sul ring senza disdegnare un wrestling gradevole e numeri d’alta scuola. Prevedibile ma non fuori luogo la seguente decisione di Daniel Bryan di indire un Triple Threat Match a Fastlane per il titolo, così come non è stato assolutamente fuori luogo il promo iniziale della puntata, con Shane McMahon che accusa Daniel Bryan di lasciarsi plagiare dal duo “Kemi” (alludendo, o per meglio dire “illudendo”, riguardo ad un suo eventuale ritorno in ring), e AJ che dal canto suo accusa entrambi di lasciarsi troppo coinvolgere dai due sfavorendolo, dimostrando a posteriori, l’ottima linearità che le trame dello show blu stanno assumendo in vista di WrestleMania.

Qualità lodevole di lottato, dicevamo, che ha reso interessante anche il resto della puntata, con Rusev e Bobby Roode che mettono in scena un incontro sorprendente per il titolo degli Stati Uniti, condito da un finale susseguito da tre RKO di Randy Orton, che si inserisce prepotentemente nel giro della cintura lasciando aperti spiragli interessanti anche in questo senso, magari con un incontro a più uomini nello show più importante dell’anno.

Non da bocciare nemmeno l’incontro tra Charlotte e Liv Morgan che ha visto Charlotte portare avanti la sua lotta personale contro la Riot Squad e quello tra il duo Benjamin/Gable e gli Ascension, sebbene nel caso del secondo incontro si sia trattato praticamente di uno squash. L’ex American Alpha e il veterano danno buoni spunti sul quadrato, ma pagano il fatto di non essere minimamente over e di lasciarsi una scia di quasi totale indifferenza sul pubblico. E’ evidente che il passaggio di Jordan a Raw abbia danneggiato notevolmente Gable, che se con gli American Alpha era rivestito dall’appeal scatenato sulle masse dall’effetto NXT, latita ora in un pericoloso quanto ingiusto anonimato. Sempre per la categoria di coppia da segnalare anche il promo degli Usos che fa da eco a quello della scorsa settimana, con il tag team sempre più a suo agio al microfono e in attesa di collidere con i Bludgen Brothers, probabili loro avversari per WrestleMania.

Pare essere stato bocciato invece dalla WWE stessa il format grafico che abbiamo visto la scorsa settimana e che non è stato riproposto: se la scorsa settimana infatti ci siamo imbattuti nell’introduzione di effetti come scritte colorate che comparivano magicamente sullo schermo durante i promo, questa settimana siamo tornati alle origini: l’idea non era male, ma proposta in maniera così massiccia così com’è stato fatto ha dato troppo l’idea del fumettistico, sconfinando nello stucchevole. Ha fatto invece il suo debutto la Top 10, ossia una classifica introdotta da Daniel Bryan votata dalle Superstars (ovviamente in storyline). Quest’ultima può rappresentare un’ottimo pretesto narrativo che potrà essere utile per la creazione di nuove faide, come dimostra l’assenza totale dalla graduatoria di Zayn e Owens.

In generale, non possiamo che nutrire una certa fiducia attorno allo show del martedì notte, che non sarà uno show perfetto, ma oltre a intrattenere ancora bene senza affanni riesce a dare una certa profondità a suoi personaggi e a imbastire trame coerenti e a lungo termine: crea ancora curiosità sapere il modo in cui la relazione tra Owens e Zayn -ormai veri mattatori di Smackdown– con Daniel Bryan finirà per compromettere i suoi rapporti con Shane McMahon, e il modo in cui Nakamura si inserirà all’interno del contesto, dato il netto coinvolgimento anche di AJ Styles all’interno della situazione.

Mirko Favale
Redattore delle rubriche "The Wrestling Bar" e "Controversy Creates Cash", reporter e conduttore di Ring The Bell e WITalk per WrestlingItalia.it

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi