giovedì, 18 ottobre 2018
Approfondimento

WWE, le pagelle del mese di gennaio

Dalla prima Royal Rumble femminile della storia all’anonimo regno di coppia di Seth Rollins e Jason Jordan. Dalla reunion del Bàlor Club  al ritorno one night only di Rey Mysterio. Diamo insieme i voti ai protagonisti del mese di gennaio in WWE.

 

Voto 10 a Johnny Gargano vs Andrade “Cien” Almas. Un match a 5 stelle

Dave Meltzer è sicuramente il giornalista più influente e riconosciuto a livello globale nel mondo del pro wrestling, e non accade tutti i giorni che un match venga da lui valutato con le 5 stelle. Anzi, nella storia della WWE era accaduto solo altre 5 volte: Razor Ramon vs Shawn Michaels, WWF Intercontinental Title Ladder Match, WrestleMania 10, Bret Hart vs Owen Hart, Steel Cage Match, SummerSlam 1994, Bret Hart vs Steve Austin, Submission Match, WrestleMania 13, The Undertaker vs Shawn Michaels, Hell In A Cell Match e, l’ultimo in ordine cronologico, CM Punk vs John Cena a Money in The Bank nel 2011.
Gargano vs Almas è stato sicuramente un incontro a livelli altissimi che, oltre ad un ottimo livello di lottato, ha messo in scena una grande storia, tutto ciò che un buon incontro di wrestling dovrebbe avere. Ma entreremo più nel dettaglio con un articolo a parte. Per il momento, “You deserve it!”

Voto 9 al finale del Royal Rumble maschile

Non vogliamo fare dei facili sentimentalismi, ma era un po’ che un finale di Rumble non ci faceva stare così col fiato sospeso; il culmine è stato raggiunto quando sono rimasti gli ultimi 6: da una parte la vecchia guardia della Ruthless Agression Era, rappresentati da John Cena, Randy Orton e Rey Misteryo, e dall’altra il nuovo che avanza, Roman Reigns, Finn Bàlor e Shinsuke Nakamura. Con l’eliminazione di Misteryo e Orton poi, ci si è resi conto che ognuno degli ultimi 4 rimasti aveva reali possibilità di portarsi a casa l’incontro. Ed è allora che siamo tornati tutti un po’ bambini, un po’ “mark”, a tifare il nostro preferito in modo spensierato e irrazionale, in molti a sperare di non vedere ancora una volta Roman trionfare, esultando come dei matti alla vittoria di Nakamura, dimenticandosi per un attimo tutti i rumors e le voci che vogliono già, in ogni caso, Reigns a Wrestlemania. Negli ultimi anni non sono stati molti gli incontri a dare queste sensazioni, chapeau. E parlando di Royal Rumble

Voto 8 al ritorno a sorpresa di Rey Mysterio

Ok, le voci che volevano un suo ingresso a sorpresa nel Royal Rumble Match non erano poche, ma è stato comunque molto emozionante rivederlo, soprattutto perché Rey si è presentato in uno stato di forma davvero eccellente, a discapito dei suoi 43 anni, non pochi per un High Flyer. Nel corso della sua carriera Rey Mysterio è stato uno dei wrestler più discussi in WWE, amato da molti e detestato da molti altri che proprio non hanno mandato giù il suo 2006. Gli ultimi anni nella compagnia di Stamford poi, tra molti infortuni e una pessima condizione fisica, non gli avevano reso giustizia. E’ stato bello vedere ancora una volta una finisher iconica come la 619, e ci auguriamo che questa apparizione di Rey non sia stata l’ultima.

Voto 7 alla riunione del Balòr Club

Finalmente questo inizio 2018 ci ha regalato la reunion di una delle stable più dominanti della storia del wrestling, una reunion che i fan sognavano fin dal momento in cui i 3 membri si sono ritrovati contemporaneamente in WWE. Ma, soprattutto, è arrivata in un momento in cui tutti i suoi componenti avevano bisogno di una scossa per rilanciare i loro personaggi. Finn Bàlor ha poi coronato un ottimo mese con il ruolo di Iron Man alla Rumble, una delle “figure” più importanti in questo tipo di match. Non deve preoccupare troppo la sconfitta subita per mano di John Cena a RAW invece, visto che probabilmente è arrivata per “preservarlo” da una Elimination Chamber che mai avrebbe potuto vederlo vincitore. Occhio, il 2018 può essere davvero l’anno di questi 3.

Voto 6 al Royal Rumble Match femminile

Non ci sentiamo di bocciare del tutto la prima Rumble della divisione femminile di sempre, ma sicuramente alcune scelte, tra cui il voler includere ben 30 atlete nella contesa, non si sono rivelate esattamente felici. L’incontro è stato comunque gradevole e divertente, anche se contornato da qualche errore di troppo da parte di qualche ragazza, ma va anche considerato che, per celebrare l’evento, si sono volute includere delle leggende del passato non esattamente al massimo della forma fisica. Alla fine l’ha spuntata Asuka, e va bene così. Che questo incontro sia una base su cui costruire per il futuro e, soprattutto, migliorarsi.

Voto 5 a RAW 25

Non ci aspettavamo sicuramente una puntata ai livelli di Wrestlemania ma, considerato quanto la WWE aveva pubblicizzato la puntata del 25esimo anniversario, lo spettacolo offerto a conti fatti è stato abbastanza insipido. Certo, la sfilata di leggende del passato ci ha fatto sicuramente piacere, ma gli incontri sono stati piuttosto brevi e, soprattutto, pochi di loro sono serviti a portare avanti le storyline. Se poi pensiamo a quanto ha sborsato il pubblicato pagante per la parte di show svoltasi nello storico palazzetto di New York, non ci viene difficile immaginare che buona parte dei presenti sia andata a casa decisamente poco soddisfatta.

Voto 4 al regno di Rollins e Jordan

Pare ormai evidente come l’infortunio di Dean Ambrose abbia scombussolato non poco i piani in casa WWE. La scelta di accorpare The ArchitectJason Jordan è stata sicuramente figlia della necessità del momento, ma il loro breve regno da campioni di coppia è stato sicuramente dimenticabile. Jordan, da quando è iniziato il suo angle con Kurt Angle (perdonate l’inevitabile gioco d parole), è uno dei più beccati dal pubblico, e francamente Seth Rollins ci sembra sprecato nella divisione tag team. Per fortuna i due hanno perso le cinture, con la speranza che ora le loro carriere prendano strade differenti.

Voto 3 alla Rumble di Dolph Ziggler

C’era molto hype riguardo al ritorno dello Show Off che, dopo aver vinto lo US Championship qualche settimana fa, era misteriosamente sparito dalle scene dopo un rabbioso discorso rivolto al WWE Universe, abbandonando la cintura appena vinta. Vederlo entrare a sorpresa con il numero 30 ci ha fatto sicuramente emozionare, ma la sua Rumble è durata poco più di un minuto. Certo, nessuno pretendeva di vederlo vincere, ma era quantomeno lecito aspettarsi qualcosina di più.

Voto 2 a Stephanie McMahon al tavolo di commento

Stephanie è sicuramente una donna ricca di qualità ed una delle principali portabandiera per quanto riguarda la Women’s Evolution, ma sicuramente non si è trovata a suo agio nelle vesti di commentatrice. Ospite speciale a bordo ring in occasione della Royal Rumble femminile, la moglie di Triple H non ha certo sfoderato la migliore delle perfomance, risultando spesso una voce decisamente fuori dal coro, con commenti fuori luogo e poco coordinati con gli altri cronisti. Insomma, se non avete visto il PPV in lingua originale, non vi siete persi nulla.

Voto 1 al ritorno di Kane

Che il Big Red Monster sia stato messo nel match titolato tra Strowman e Lesnar solo per prendersi lo schienamento era cosa nota, ma di certo non potevamo aspettarci una forma fisica così precaria. Sicuramente il suo contributo all’incontro non è stato memorabile e, giusto per aggiungere la ciliegina sulla torta, si è anche infortunato la sera seguente a RAW, dopo il pestaggio subito di Strowman. Possiamo parlare di carriera finita?

Voto 0 alla questione Enzo Amore

Che l’ex campione dei pesi leggeri sia una testa calda è cosa ormai risaputa, ma quanto è accaduto per quanto riguarda il suo allontanamento dalla compagnia ha del surreale. Alle gravissime accuse di molestie è subito seguito il licenziamento dell’atleta, pare perché non avesse comunicato tempestivamente alla compagnia di aver ricevuto effettivamente delle accuse. La sensazione, però, è che la WWE non aspettasse altro che l’occasione buona per liberarsi di un personaggio mal sopportato da buona parte dello spogliatoio. Che Enzo piacesse o meno, resta il fatto che il movimento #metoo ha aggiunto un’altra carriera alle sue già illustri vittime.

 

Maurizio Maiocchi
"To be The Man you gotta beat The Man"

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