lunedì, 28 maggio 2018
Approfondimento

La nuova UFC si chiama WWE

La genialità di Vince McMahon si è vista, negli anni, nella capacità di trasformare i propri competitors in occasioni di businness a lui favorevoli.

È un visionario….e, come tale, vede più avanti di quanto possiamo noi. A volte sbagliando, spesso azzeccandoci. La UFC, in pochi anni, si è imposta nel mondo degli sport da combattimento, creando eventi sempre più grossi ed attirando a se sempre più pubblico, magari annoiato dalla parte “entertainment” del wrestling e rimasto all’asciutto di sangue, elemento bandito in WWE.

Ecco quindi frotte di appassionati “smart” che si riversano negli eventi UFC assetati di violenza e pronti ad offendere tutto ciò che assomigli anche lontanamente al wrestling. Magari con la maglia di Steve Austin.
La WWE questo lo sa, del resto ha virato il suo prodotto verso una fascia di pubblico più piccola, assetata di merchandise e di eventi live, che identifica nel wrestler l’eroe da tifare o il cattivo da sconfiggere.
E quando nessuno se l’aspetta, cala l’asso: Ronda Rousey. Se vi siete chiesti perché la Rumble femminile fosse il Main Event dello show, vi siete risposti da soli al risuonare della theme della ormai ex-UFC, che si è lanciata direttamente per Wrestlemania. Uno shock per i tanti suoi fans nel vederla vicina all’odiato wrestling…anche se è doveroso fare un ragionamento: Al raggiungimento dei 30 anni, dopo aver conquistato un bronzo nel Judo alle Olimpiadi di Pechino nel 2008, un Argento ai Campionati Mondiali del 2007, aver vinto il titolo il titolo dei pesi gallo in UFC e collezionato una winning streak di 12 incontri (su un totale di 14)….cosa resta da fare a “Rowdy” Ronda?
Di certo è un peccato rovinare la sua percentuale di vittorie in UFC, a rischio dal sopraggiungere di nuove giovani ed agguerrite avversarie… quindi quale occasione migliore se non il wrestling? Lo ha fatto Alberto del Rio, lo ha fatto Brock Lesnar… perché non farlo anche lei? E quindi eccola qui, pronta a portare un po’ di stile “stiff” in WWE (che sta sempre di più strizzando l’occhio a questo stile di combattimento, pur rimanendo salda ai propri principi di sport-entertainment) e a trascinare con se quel gruppo di fans che si erano allontanati da “mamma-WWE” e che, per Wrestlemania, saranno curiosi di vedere due dei lottatori di punta della UFC degli ultimi anni dentro al ring dei McMahon.
Il figlior prodigo è tornato a casa, sia ucciso l’agnello più grasso.
Andrea "Pipo" Piccioli
Appassionato di wrestling da sempre, appassionato di storia da sempre. Ho unito le due cose e sono diventato un appassionato di "storia di wrestling"! Adoro la disciplina in ogni sua forma, dalle piccole federazioni amatoriali ultraviolente alle grandi major multimilionarie. Mi piace molto anche la cucina e la musica, ma c'entra poco...

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