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Kill The Heel #101 – Coming Home

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L’unica cosa certa era che lui era tornato e che lei avrebbe voluto non se ne andasse più.
(Paolo Giordano)

Certi amori non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano, amori indivisibili, indissolubili, inseparabili.
(Antonello Venditti)

Quando sei infelice, torna nel luogo che più ami. Lui – a differenza delle persone – ha sempre qualcosa da dirti
(Fabrizio Caramagna)

Da tanto volevo scrivere questo pezzo. Mi manca troppo il Cappa Ti Acca.
Nonostante i ritmi frenetici della vita mi abbiano portato via per sempre l’orgoglio ed il vanto di far parte di quel meraviglioso gruppo di scalmanati che è WIT, chi ne ha contribuito alla nascitaslashcrescita risiede stabilmente in un pezzetto del mio cuore, proprio accanto agli anelli di cipolla del Burger King ed alla Guinness alla spina del Gary’s Pub di Ronco Scrivia.

Il problema fondamentale è che non sapevo davvero cosa scrivere.
Mi mancate moltissimo voi lettori, mi manca molto anche la bellissima disciplina della quale dovrei scrivere, ma che seguo molto meno ormai da anni.
Non sono in grado di darvi niente che qualcun altro non vi stia già dando, in maniera sicuramente molto più esaustiva e competente.
Ma, sapete, certe luci non si possono spegnere.
E così, tutto ad un tratto, un sabato senza troppe pretese, mi sono ritrovato qui, davanti ad un foglio bianco di Word.

E adesso, che cazzo scrivo?

E poi, dopo qualche istante di buio interminabile, eccola. Splendida, come sempre. Calda, leggera come una brezza estiva, dolce come il profumo degli umori di vostra madre, Lei, l’unica, la sola. L’ispirazione.
“Mag, segui solo qualche fottuto recap illegale su YouTube ultimante, non capisci una dannata cippa di niente. Non leggi nemmeno più le news. Sei un fottuto Outsider. E vorresti scrivere da saccente esperto a chi è più informato di te? Brutto stare dall’altra parte del muro, eh? Piccolo Mag Berlino Est.”

IL MURO. Ecco la chiave di volta.

Ebbene sì, concedetemi per una volta di parlarvi di come effettivamente si sta dall’altra parte, in quella sottile striscia adibita solo a pochi scellerati che sono finiti irrimediabilmente nel limbo dedicato agli ex tifosi smart, che girovagano in maniera del tutto arrangiata nell’immenso labirinto degli interrogativi stupidi.
“Ah, ma c’era un PPV ieri?” oppure “E quello chi diavolo è?” ed ancora “No, di nuovo? Sta roba faceva schifo già anni fa. Dai, Vince!”

Iniziamo dalla solita WWE, colosso industriale di proporzioni immense.
Dovessi paragonare la società di Stanford ad un paio di minne, sarebbero sicuramente quelle della divina Mia Khalifa. Imperiali.

CENA/REIGNS

I soliti noti sono sempre ai loro posti, ma ho apprezzato parecchio il Clash Of Titans tra Cena e Reigns.
Povero Johnny, ti ho sempre apostrofato male, anzi malissimo, ma noto con grande orgoglio che, sebbene ci sia lo zampino di Hollywood, hai deciso di passare la mano.
Il problema è a chi.
The Big Dog. Roman Reigns. Odiato persino da sua madre. Controverso, spesso e volentieri fischiato anche dal suo vicino di casa, che da anni ha impiantato contro di lui una azione legale per riprendersi il cortile, ormai patria indiscussa del Samoano più odiato del web.
Ma del resto, vende un sacco di T-Shirt. Com’era quel famoso detto: “Che sia per bene o per male, l’importante è che se ne parli.”

GLI (ORMAI EX) ATLETI DELLE INDIES

Servivano, cazzo se servivano. Adesso ci sono, e sono lì per restare. Chi più chi meno, tutti stanno ottenendo grandi soddisfazioni, iniziando a tagliare traguardi per loro fino a pochi anni fa preclusi.
Poi l’invenzione del 205 è stata provvidenziale. Hai dei bei pesci, devi mostrarli. Ma l’acquario grosso è già occupato dagli squali. Allora ne compri un altro, più piccolo, ma bello luminoso.
Ed ecco che i pesci leggeri girano tutti nella stessa acqua, contendendosi una cintura creata ad hoc.
Che bella cosa.

BRAUN STROWMAN

Gestisco (o sarebbe meglio dire gestivo) il Kill The Heel, quindi non posso non apprezzare la sua cattiveria innata. Monster Heel come questo non si vedevano da un po’.
Peccato per la solita storia del gigante che si scontra con un gigante ancora più grosso, che solitamente sfocia in un qualcosa di grottesco ai limiti dell’ilarità. Fortunatamente però c’è sempre tempo per migliorare. Si spera.

KURT ANGLE ED IL FIGLIO IDIOTA

Da premettere: in ring Double J Jason Jordan non è affatto male. Anzi, il suo nome era spesso accostato a quello dell’Olympic Hero. Peccato però che questa cosa sia finita all’orecchio di qualcuno del Creative Team, che l’ha riproposta in una versione Family Therapy degna del peggior filmetto scrauso di Naughty America. Incesto escluso, fortunatamente.
Il ragazzo è talentuoso, diventerà sicuramente una bomba negli anni a venire, ma di certo non con il favore del papà. Io sono un esperto di litigate padre e figlio, WWE, non sarebbe bella una faidona in famiglia?
Ormai siamo a 30, facciamo 31. Se non altro, potremmo vedere qualcosa di bello su un ring con quei due. Condizioni fisiche di Angle permettendo, ovviamente. Ma sognare è gratis.

ELIAS SAMSON

Per anni ho desiderato che qualcuno tornasse a suonare uno strumento stabilmente a Raw.
Ma non lui.
È come quando vuoi disperatamente andare a vedere un concerto, ma in città c’è solo l’ultima data del tour di Justin Bieber.
Vi prego, abbattete Samson. E datemi la Lakewood che suona, merita mani migliori.
Non le mie, ovviamente. Ma credo fosse sottointeso.

CARMELLA E JAMES ELLWORTH

Turbofiga Carmella è Miss Money In The Bank.
E fin lì, tutto bene. Ci poteva stare. Almeno adesso non balla più con Enzo ed il tizio lungo con la faccia da scemo.
I due tra l’altro hanno litigato, secondo tutti splittati per lanciare Big Cass.
Peccato che zio Enzo vende, e piace, così è diventato heel in silenzio, ha strappato la cintura dei pesi leggeri ad un indomito Adrian Neville, mentre Cass è finito non si sa dove. Si parla di un lieve infortunio, ma a me suona tanto di bocciatura.
Tornando alla Principessa di Staten Island, dalle grandi doti fisiche in camera da letto, la biondona tutto pepe si è accompagnata ultimamente al figlio illegittimo del Genio delle Tartarughe, Ellsworth.
Sappiamo tutti come è finito in WWE. Piaceva, era il Fantozzi del ring.
Ma ormai quei giorni sono finiti, e credo solo che stia frenando un po’ Carmelina. Siluratelo.
O fate in modo che io possa silurare Carmella. A voi la scelta.

THE BELLA TWINS

Eccentriche, fighe, zozze, arrampicatrici sociali senza talento sposate con dei multimiliardari.
Ma hanno anche dei difetti.

DIVAS

O meglio, una volta.
Adesso sono LOTTATRICI.
Vedo dei bei match, sofferti, combattuti. Le donzelle hanno il giusto mix tra femminilità ed irruenza.
Sasha Banks è stupenda, e lotta da Dio. Becky Lynch uguale. C’è anche Mickie James, musa ispiratrice del mitico Mirko Favale.
A parte Naomi, brava quanto fastidiosa con quei dannati neon infilati dappertutto, direi che sono soddisfatto al cento per cento da questa bella revolution.
Mi ha fatto anche piacere rivedere Emma, all’epoca accantonata per un taccheggino da due soldi.
Suppongo abbiano capito, dopo la storia di Paige, che forse rubare una cover di gomma non era così grave.
Però per favore, spegnete quei neon a Naomi, almeno la notte. O almeno impostategli la luminosità automatica, sennò sai che casino farle un cunnilingus la notte? TAIYOKEN!

LUCHA UNDERGROUND

Ebbene sì, ogni tanto guardo anche la Lucha.
Solita solfa, stile serie tv, ma pittoresca.
I combattimenti, poi, sono sempre stratosferici.
Unica domanda: a che cazzo serve Matanza Cueto?
Ah, dimenticavo. Sembra che Rey Mysterio sia ancora vivo. Purtroppo.

GLOBAL FORCE WRESTLING

Ah, la cara vecchia TNA. Che per me rimane TNA.
Il Booking Team è sempre stupefacente. Vedo cose stupende immediatamente stravolte ed affossate.
Insomma, stessa storia, stesso posto, stesso bar.
Il fantasma di James Storm si aggira ancora nei camerini, ogni tanto viene fuori e combina qualcosa di decente, tipo la strana alleanza con ECIII volta sicuramente ad una faida esterna con la AAA. Texano (o meglio, TEHANO), occhio. Questo ring è troppo piccolo per due Cowboy. Se uno è semipensionato, poi, ancora peggio. Sorry, about your damn luck.
Ho visto anche Victory Road, ultimamente.
A differenza della WWE, qui la divisione femminile è rimasta un po’ ferma.
Ho visto molti volti nuovi, discreti talenti, ed una povera Gail Kim sfruttata all’inverosimile.
So che ha annunciato il ritiro entro la fine dell’anno, ma vederla sempre sul ring a tappare buchi ha un che di pietoso. Basta, vi ha dato anche l’anima, lasciatela un po’ in pace.
Gail, gioia, se ti trattano male puoi sempre venire a casa dal Mag. Mi faccio pure pestare, se vuoi.
Eli Drake mi piace. E credo piaccia anche ai tifosi.
Con la partenza di Bobby Roode, serviva un heel. E lui secondo me calza bene il ruolo che gli è stato assegnato. Non mi piace molto invece Chris Adonis, o Masters che dir si voglia, che a mio modesto avviso un po’ lo frena.
E non parliamo dello scellerato overbooking contro Johnny Impact/Mundo.
Tre e dico TRE arbitri al tappeto. No words needed. Error 404: Bookers not found.

Amici cari, questo era il Cappa Ti Acca One Night Stand, concesso a voi e (e soprattutto a me) non si sa in virtù di cosa.
Mi mancavate, ecco tutto. Sarebbe superfluo, tedioso e stupido fare enormi giri di parole per ribadire un concetto che già di per sé dice tutto.
Torno ai miei lavori, alle mie bollette ed alle mie preoccupazioni.
Ma con un bel sorriso grande grande. Ed è merito vostro, e del mio bambino, il Cappa Ti Acca.
Adesso vi lascio, sperando che prima o poi possiate avere il piacere di leggerne un altro, ed io l’onore di poterlo scrivere.
Pertanto mi congedo salutando tutta la redazione di WIT, con i vecchi ed i nuovi amici, e mando un grande abbraccio a tutti i lettori, che approcciano sempre meglio una disciplina bellissima e purtroppo malvista in un paese come il nostro.

KEEP CALM, AND KILL THE HEEL.

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Alessio Marino
Oltre a gestire WrestlingItalia, sono un web designer e redattore per Everyeye.it. Sperpero tutti i soldi che guadagno in concerti, musica, libri, bluray, videogiochi, alcol e cose inutili che abbandono dopo tre secondi esatti. Passioni oltre a quelle da poco citate? La Juventus, ovviamente.
  • Saul

    Mi fa molto piacere rileggere i tuoi scritti , dopo tanto.
    Ma ormai, permettimi di dire che queste tue parole sono scritte su un sito morente, se non del tutto morto.
    Le ultime news , report degli show e rubriche risalgono alla stagione estiva.
    Sono ritornato qui per curiosità , è ho visto con piacere il tuo articolo , stranamente non hai specificato ciò che sta accadendo al sito.
    Peccato, eravate una bella alternativa.

  • DeanAyane

    “Quando sei infelice, torna nel luogo che più ami. Lui – a differenza delle persone – ha sempre qualcosa da dirti”

    Ciao Mag, l’articolo è firmato Alessio Marino ma nel testo si capisce che l’hai scritto tu, sia per lo stile che per il fatto che ogni tanto, nel testo, parli con te stesso chiamandoti – appunto – Mag.

    Mi ha colpito la prima frase, mi ci trovo, è vero.
    Mi piacerebbe tornare in un luogo fisico, vero, che non vedo da più di 10 anni ma dovrei spendere dei soldi che adesso non mi posso permettere, pazienza. Non sono tanti, però non posso. :/
    E poi non so neanche se mi ci troverei bene…

    Mi trovo anche nel tuo non sapere niente del periodo attuale WWE, quindi leggo le cose che scrivi e non le trovo “ingenue” come magari le trova un quattordicenne che guarda anche l’ultimo programma recap WWE di 45 minuti per vedere, in mezzo a tutto quello che già ha visto, un video inedito di 15 secondi, esclamando “figata!”
    Oppure che guarda per tot ore al giorno tutto il guardabile sul web sulle indies… è lo stesso, semplicemente l’altra faccia della medaglia…

    Adesso ti saluto, la prima e ultima volta che ci siamo visti è stato a Genova per WM30, sembra ieri… c’era anche Raco,
    E’ stata la mia pietra tombale sul wrestling. Quella che per te è arrivata qualche tempo dopo.

    Saluti, con affetto.