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Ehilà tesoro, come ti butta? L’ultima volta che abbiamo parlato un po’ è stato prima di Wrestlemania. Ti ricordi? Io sì, eccome. E ti ricordi anche com’è andata, per caso?

Avevamo tante speranze, anche se per certe cose non ci siamo fatti troppe illusioni. Ma come spesso accade nella vita, ciò che pensavi sarebbe stato deludente magari ti ha riservato qualche piacevole sorpresa, mentre qualcosa su cui contavi ti ha dato una cocente delusione. Come quella ragazzina che ti piaceva tanto ai tempi delle medie ma che avrebbe preferito sbaciucchiare un ramarro piuttosto che posare la sue labbra sulla tua guancia.

Quindi, dolcezza, alla fine cosa ti è piaciuto? Lesnar vs Goldberg? Veramente? Beh, ad essere onesti, è stato meglio di quanto ci si poteva attendere ed avere di meglio sarebbe stato alquanto difficile. Breve ma intenso, senza esclusione di colpi, un festival di spear, jackhammer, german suplex e F-5. Di sicuro non roba che potrebbe rivaleggiare con il puroresu più spinto, ma che ha saputo trasmettere quella sensazione di scontro tra titani di cui l’incontro aveva bisogno. Tutto sommato, divertente. Ma bisogna ammettere che AJ vs Shane, Neville vs Aries e Owens vs Jericho lo sono stati decisamente di più.

Ma a questo non hai pensato, vero tesoro? Hai già rimosso. Maledetto cervello umano, scorda con troppa facilità i bei momenti, mentre per quanto riguarda quelli brutti sono talmente nitidi da sembrare scolpiti nel marmo. Per questo non riesci a dimenticare quel finale. Spear. Poi un’altra spear. La leggenda a terra. Il conteggio. Uno, due e tre. Fine di una leggenda, fine di un mito. Fine di un fenomeno.

Non riesci a capacitartene, eh? Lo hai visto, alla fine, quello che speravi di non vedere. Via i guanti, via il cappotto, via il cappello. Addio e grazie, Deadman. Addio per modo di dire eh, non preoccuparti troppo. Non è che non lo rivedrai mai più. La marchetta di tanto in tanto la dovrà pur fare.

E fu così che Undertaker, l’ultimo wrestler in attività a potersi fregiare con merito del titolo di leggenda vivente, si ritirò per mano dell’uomo più detestato della WWE, il cagnolone Roman Reigns. Ammettilo, ti dà fastidio. Non ti è mai piaciuto, forse quando stava nello Shield e si limitava a fare il gorilla, ma allora era parte di un insieme che funzionava. Ora funziona? Sì e no, diciamo. I suoi fans ce li ha. Non riesci a capacitartene, vero? Eppure è così. E poi bene o male basta che se ne parli, giusto? Che non passi inosservato. Hai visto cosa è successo il giorno dopo? Quando hai visto qualcuno così fischiato? Poche volte, vero? Neanche così papà Vince ha capito che non lo vuoi vedere e non lo ami, giusto? Ma a lui non importa, bellezza. Non ha mai voluto che lo amassi. Quel che conta è che non ti sia indifferente, che ti susciti una qualsiasi reazione, che sia gioia o repulsione non fa alcuna differenza.

Finchè sarà così, il capellone samoano non si schioderà di un centimetro. Non potrai sperare che parta per altri lidi e intraprenda un’altra carriera, non importa quante volte esulti ogni volta che Braun Strowman ribalta la sua barella o la sua ambulanza. Non importa quante volte sarai grato al mostro per questo.

Ma ricordati quello che ti ho detto. La cosa peggiore che possa capitare ad un wrestler non è suscitare reazioni negative; è non suscitarne proprio. Quindi, tesoro, se davvero vuoi trasmettere un messaggio, se proprio vuoi far capire che il cane da guardia non è quello che ti aspetti quando guardi uno show di wrestling, non ti resta che un sistema.

La prossima volta che sarai in un’arena a vedere Raw, anziché fischiare all’arrivo di Roman, puoi fare qualcos’altro. Cerca lo sguardo di quelli che la pensano come te. Non sarà difficile trovarli, saranno i più imbestialiti. Invitali alla calma. Trasmetti loro serenità con parole lievi e sguardo profondo. Prendi i tuoi vicini per mano e invita loro a fare altrettanto, formando una lunga catena umana.

A quel punto, voltatevi. Voltatevi e state zitti. Non accettate provocazioni. Non voltatevi quando dirà “this is my yard now“. Fate finta di nulla quando distruggerà Strowman senza difficoltà. Fate orecchie da mercante quando stenderà Brock Lesnar in meno di cinque minuti per diventare Universal Champion. Non dategli nulla di voi, buono o cattivo che sia.

E se saprete resistere abbastanza a lungo, forse, un giorno, qualcuno nel backstage capirà di aver commesso un errore.

Ma tieni presente una cosa:

Se un tempo lo avessi fatto per The Rock come sarebbe andata a finire?

Alla prossima. Que viva WIT.

  • DennyM

    Sinceramente mi stava venendo da dire bel articolo de cavolo, poi con una sola riga hai detto di piu di mille parole, menomale c’è ancora qualcuno che riesce a ricordarsi di The Rock